giornata dei poveri


La Campana Maggiore – 19 Novembre 2017

19 Novembre – la Prima Giornata Mondiale dei Poveri Guarda intorno a te: chi ha bisogno del tuo aiuto? Un aiuto concreto, materiale, fatto di tempo, di attenzione, di carezze, di medicine e di cibo o altre cose necessarie per una vita dignitosa. Il primo passo è accorgersi, guardare in faccia. Poi fare un passo avanti: oggi fai la spesa per un povero di cui ti sei accorto e portagliela. O forse c’è solo bisogno del tuo tempo e della tua attenzione. Magari puoi invitarlo a pranzo o a cena, o anche solo starlo a sentire… Spesso non ci sentiamo in grado di aiutare in modo adeguato: segnala chi ha bisogno a chi potrebbe dargli una mano. Anche in parrocchia. Se ti sembra di non conoscere nessuno nel bisogno, puoi portare la spesa in chiesa, davanti all’al-tare. I volontari della Caritas parrocchiale (e non solo) si daranno da fare per portarla a destinazione. Puoi anche dare una mano tu stesso: si diventa volontari solo volendolo. Infine: forse il povero sei tu. Di cosa hai bisogno? Non sei solo: prova a chiedere a chi hai vicino, a chi magari aspetta solo il tuo permesso per poterti aiutare, prova a segnalare la tua difficoltà. Ogni seconda domenica del mese (per questo mese: oggi) è possibile contribuire – in modo continuativo o anche occasionale – al Fondo di Solidarietà con cui la Caritas parrocchiale interviene in situazioni particolar-mente complesse e di emergenza. Ringrazio in questa occasione tutti coloro che hanno gli occhi e il cuore aperto e, nelle molteplici forme del volontariato e della carità, stanno accanto a chi affronta percorsi o periodi particolari di difficoltà. Essere gli occhi e la mano di Dio Padre, pieni di attenzione e tenerezza, è il compito più bello e gravoso che Egli ha dato agli uomini. 25 Novembre – 21^ giornata nazionale della Colletta Alimentare


La Campana Maggiore – 12 Novembre 2017

Il 19 Novembre PRIMA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Papa Francesco ha inventato LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI per richiamare tutto il mondo e in parti-colare noi cristiani a una carità con-creta, fatta non soltanto di parole o di cose, ma anche di tempo, di sguardi, di attenzione a chi è segnato dalle difficoltà della vita. Guarda intorno a te: chi ha bisogno del tuo aiuto? Un aiuto concreto, materiale, fatto di tempo, di attenzione, di carezze, di medicine e di cibo o altre cose necessarie per una vita dignitosa. Insomma: il primo passo è accorgersi, guardare in faccia. Puoi fare un passo avanti: quel giorno fai la spesa per un povero di cui ti sei accorto e portagliela. Magari c’è solo bisogno del tuo tempo e della tua attenzione. Magari puoi invitarlo a pranzo o a cena, o anche solo starlo a sentire… Spesso non ci sentiamo in grado di aiutare in modo adeguato: segnala chi ha bisogno a chi potrebbe dargli una mano. Anche in parrocchia. Se ti sembra di non conoscere nessuno nel bisogno, puoi portare la spesa in chiesa, davanti all’altare. I volontari della Caritas parrocchiale (e non solo) si daranno da fare per consegnarla. Puoi anche dare una mano tu stesso: si diventa volontari solo volendolo. Infine: forse il povero sei tu. Di cosa hai bisogno? Non sei solo: prova a chiedere a chi hai vicino, a chi magari aspetta solo il tuo permesso per poterti aiutare, prova a segnalare la tua difficoltà. Ogni seconda domenica del mese (per questo mese invece domenica prossima) è possibile contribuire – in modo continuativo o anche occasionale – al Fondo di Solidarietà con cui la Caritas parrocchiale interviene in situazioni particolarmente complesse e di emergenza.  


La Campana Maggiore – 5 Novembre 2017

DENTRO IL PRESEPE VIVENTE La bella tradizione del Presepe vivente permette a noi e a tanti spettatori di avvicinarsi al mistero di Dio che si è fatto uomo. È un lavoro grande che richiede una grande partecipazione: invito tutti e ognuno ad una assemblea nella chiesa di S. Maria Maggiore mercoledì prossimo alle ore 21. E chiedo a ognuno di invitare anche altri amici a essere dentro questa esperienza e testimonianza. PRIMA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Papa Francesco ha inventato LA GIORNATA MONDIALE DEI POVERI per richiamare tutto il mondo e in particolare noi cristiani a una carità concreta, fatta non soltanto di parole o di cose, ma anche di tempo, di sguardi, di attenzione a chi è segnato dalle difficoltà della vita. Accanto a questo foglio trovate copie del Messaggio con cui il Papa ci invita, domenica 19 novembre, a esprimere con gesti e segni la nostra reale attenzione al prossimo. Vi propongo di viverla così: Guarda intorno a te: chi ha bisogno del tuo aiuto? Un aiuto concreto, materiale, fatto di tempo, di attenzione, di carezze, di medicine e di cibo o altre cose necessarie per una vita dignitosa. Insomma: il primo passo è accorgersi, guardare in faccia. E magari riconoscere che non siamo capaci di aiutare o che il nostro cuore è un po’ duro. Puoi fare un passo avanti: quel giorno fai la spesa per un povero di cui ti sei accorto e portagliela. Magari c’è solo bisogno del tuo tempo e della tua attenzione. Magari puoi invitarlo a pranzo o a cena, o anche solo starlo a sentire… Spesso non ci sentiamo in grado di aiutare in modo adeguato: segnala chi ha bisogno a chi potrebbe dargli una mano. Anche in parrocchia. Se ti sembra di non riconoscere nessuno nel bisogno, (forse sei cieco, però) puoi portare la spesa in chiesa, davanti all’altare. I volontari della Caritas parrocchiale (e non solo) si daranno da fare per consegnarla. Puoi anche dare una mano tu stesso: si diventa volontari solo volendolo. Infine: forse il povero sei tu. Di cosa hai bisogno? Non sei solo: prova a chiedere a chi hai vicino, a chi magari aspetta solo il tuo permesso per poterti aiutare, prova a segnalare la tua difficoltà … Ogni seconda domenica del mese è possibile contribuire – in modo continuativo o anche occasionale – al Fondo di Solidarietà con cui la Caritas parrocchiale interviene in situazioni particolarmente complesse e di emergenza. Ringrazio in questa occasione tutti coloro che hanno gli occhi e il cuore aperto e, nelle molteplici forme del volontariato e della carità, stanno accanto a chi affronta percorsi o periodi particolari di difficoltà. Essere gli occhi e la mano di Dio Padre, pieni di attenzione e tenerezza, è il compito più bello e gravoso che Egli ha dato agli uomini.